Eccomi qua. Sono venuto a vedere lo strano effetto che fa, la mia faccia e i vostri occhi. E quanta gente ci sta. E se stasera si alza una lira, per questa voce che vorrebbe arrivare fino all’ultima fila.
Si inizia sempre da una musica. Perché c’è sempre una musica. Qui scrive Francesco De Gregori per Alessandro Haber – è “La valigia dell’attore”, bellezza – e qui scrivo io: un diario di bordo nell’arte, ai margini della scena, da una platea o da una strada di sampietrini, il luogo ideale dove sdraiarsi per fotografare un paio di scarpe che hanno preso il posto di vecchi scarponi di montagna.
Qui si fermano le parole: i pensieri diventano corpo e scrittura. Qui si ferma la fotografie e il tempo, le canzoni e l’architettura. Qui – in questa valigia, piccola ma non troppo ma nemmeno gigantesca – impressiono le immagini. Qui – per far posto anche ai miei compagni di viaggio, Loris Pironi e Saverio Mercadante – preparo il mio piccolo Scrapbook: un blocknotes per annotare i respiri della cultura, dove attaccare foto, persone e spettacoli. Dove scrivere liberamente commenti, recensioni e apostrofi senza dover essere ingabbiato dentro il contabattute.
Saverio e Loris – Loris e Saverio – saranno i miei vicini di casa. Nel giardino c’è un infinito party a base di tè, assieme al Cappellaio Matto e alla Lepre Marzolina. In questo clima di relax e di condivisione – cambiando anche di posto, in caso di arrivo del Gatto del Cheshire – (de)scriverò le cose che vedo.
(Se per caso – seguendo il Bianconiglio – siete caduti in questo blog, vi consiglio di visitare anche quelli dei miei compagni di viaggio: solo così avrete un’idea più globale della redazione e di chi siamo davvero. Non siamo solo scrittura ma anche volto, voce, gesti. Ma soprattutto idee, proposte, sbuzzi e vivacità).
Perché la ragione del viaggio è sempre una sola: viaggiare…
ottobre 3, 2009 alle 2:17 pm |
Speriamo di leggere anche di musica!
Aug